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credits: Progettazione e decorazione di una corona di alloro, con la carta Fabriano.

PROGETTO TeatrArte: LA VILLA ROMANA DI ALMESE

La Bottega delle Arti

Organizzato da:

Patrizia Artemisia Artist & Costume Designer

In collaborazione con:

Arch. Fulvio Pesce, in collaborazione con Associazione Culturale Maestro Giuseppe Gilli

Età:

Bambini, Ragazzi

Dove:

Villa Romana, frazione Grange di Rivera- Almese (Torino). (ALMESE - )

 

Date e orari

Giorno
Orario
10 Set
14:30-19:00

Disegno, decoupage, graffito, ritaglio e assemblaggio manufatti.

Seguendo le linee guida della Bottega delle Arti, bambini e ragazzi sperimenteranno con tecniche diverse (collage, pennarelli, pastelli a cera, matite colorate) le loro abilità grafiche e le loro capacità manuali. Impareranno a conoscere e ad approfondire gli usi ed i costumi dell'Antica Roma, culla eccelsa della nostra civiltà. In particolare si cimenteranno nella storia del costume d'epoca e realizzeranno manufatti (corone, bracciali, copricapi, acconciature) con la carta colorata Fabriano. Creeranno e decoreranno abiti di personaggi storici famosi e li presenteranno agli spettatori presenti. I loro lavori verranno in seguito documentati ed inviati a Fabriano.


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Dove

Villa Romana, frazione Grange di Rivera- Almese (Torino).

I resti della villa romana di Almese, la cui costruzione risale probabilmente al I secolo d.c., si trovano in località Grange di Rivera. Il complesso sorge a mezza costa, in alto rispetto all'antistante pianura quanto basta a situarla in una posizione climaticamente favorevole e di notevole interesse panoramico, spaziando dalla morena di Rivoli, al Pirchiriano, alla montagna dell'alta valle di Susa, al Rocciamelone e alle più dolci pendici del colle del Lys.

La villa, il più grande edificio privato di epoca romana del nord Italia, era un vasto complesso di circa 5.000 metri quadrati e si sviluppava su più livelli, mentre la villa contava due piani edificati attorno a un grande cortile centrale porticato, circondato da ambienti su tre lati. L'articolazione di questi ambienti è solo in parte ricostruibile dalle tracce dei muri di fondazione e dai materiali architettonici precipitati a valle nel crollo che ha distrutto la villa, probabilmente nel IV secolo d.c.

Tutte le murature erano intonacate: nel piano inferiore con intonaci grezzi, mentre al piano superiore con intonaci dipinti. Questa distinzione suggerisce una destinazione residenziale degli ambienti del primo piano, mentre il piano terra, più modesto, sembra essere stato in uso alla servitù, o a coloro che lavoravano alle dipendenze dei proprietari. I pavimenti erano variamente realizzati con mosaici, cocciopesto a scaglie di pietra bianche e colorate, o in semplice malta su vespaio.

Il contesto specifico in cui la villa di Almese si inserisce, accresce e al tempo stesso permette di meglio definire la sua importanza. La villa si colloca, infatti, in una fase molto precoce della romanizzazione, ai margini della strada delle Gallie che è all'origine della deduzione della colonia di Augusta Taurinorum, in immediata prossimità della statio ad fines (Drubiaglio di Avigliana) che della romanizzazione della zona deve essere stata un punto nodale.

La villa è stata scoperta alla fine degli anni '70 del XX secolo e nel 1980 sono iniziati gli scavi a cura della Soprintendenza ai beni archeologici del Piemonte in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Antropologiche, Archeologiche e Storico Territoriali dell'Università di Torino. Le campagne di scavo sono proseguite per diversi anni e l'ultima risale al 2007.

Dal 2008 il comune di Almese in collaborazione con la Soprintendenza ha intrapreso un'iniziativa di pulizia e manutenzione del sito attraverso l'organizzazione di stage di educazione ambientale riservati ai giovani almesini, che si è ripetuta con successo negli anni successivi. Nel 2010 e 2011 la villa romana è stata aperta alle visite guidate nell'ambito della giornata dedicata al patrimonio archeologico della valle di Susa.

Nel 2011 l'amministrazione comunale ha sottoscritto, con la Fondazione Magnetto e Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Piemonte, una convenzione per il coordinamento degli interventi finalizzati alla valorizzazione e tutela dell'area archeologica. Le azioni hanno portato all'allestimento del percorso di visita e alla sistematica apertura al pubblico della villa romana, con particolare attenzione alle scuole, per le quali è prevista la possibilità di visite guidate nel corso della settimana.


Indirizzo: via Tetti Montabone 20, località Grange di Rivera. , ALMESE

Telefono: 3388076222

Sito Web: https://www.arcaalmese.it